Risate e dubbi da aeroporto…


Siamo finalmente pronti per andare in vacanza… Le valigie sono chiuse, i documenti in tasca, libri e lettore MP3 nello zaino e via, verso l’aeroporto. Tutto sembra perfetto ma l’inconveniente è sempre dietro l’angolo.

Negli ultimi anni l’aereo è diventato un mezzo di trasporto piuttosto comune, anche per i voli interni: è più veloce del treno, non ha gli inconvenienti dell’automobile come code, deviazioni e cantieri vari, insomma a prima vista potrebbe essere il veicolo ideale. A volte però, i passeggeri non molto esperti, rischiano di non poter prendere il proprio volo o di far perdere tempo ai loro compagni di viaggio, per via della sottovalutazione delle norme di sicurezza e delle modalità di accesso agli aeromobili o addirittura anche semplicemente agli imbarchi.

Spesso le barzellette sugli aeroporti fanno sorridere, ma quante volte la barzelletta ha tratto spunto dalla realtà? Non poche come si vorrebbe sperare.

Analizziamo scene già viste.

I documenti? Il primo problema appena ci si deve presentare al banco del check-in. “Perché mi dite che il mio documento non è esatto? Non vedete che sono io? Il cognome è quello di mio marito!”. Classico esempio di errore nell’interpretazione corretta del documento da portare con sé. Sulla carta d’identità o sul passaporto, il cognome deve essere quello di nascita, potrebbe sembrare un’inezia ma anche sui biglietti aerei deve esserci corrispondenza con le generalità riportate sui documenti prima indicati. Viene da sorridere, inoltre, quando il passeggero pretende di poter intraprendere il viaggio presentando la patente o il tesserino sanitario. Ma per caso ci siamo persi qualcosa e il codice fiscale ci dà il diritto all’espatrio? Se così fosse, perché non usare, in alternativa, il tesserino della biblioteca o il badge del lavoro? Non vi è mai capitato di incappare in queste situazioni da barzelletta? Inutili sono le raccomandazioni dell’agente di viaggio, dei familiari e degli amici, quando presi dall’emozione della partenza, soprattutto della prima volta con l’aereo, ci si dimentica di ogni formalità. Altre scene da incubo potrebbero nascere sulla questione dei documenti dei minori, sui quali bisognerebbe sempre informarsi proprio perché le normative continuano a cambiare.

Il bagaglio da stiva poi… Che grande enigma!!! “Perché mi devo portare solo 20 chili su questo volo? Non mi bastano, le mie scarpe dove le metto? E le borse? Ma, io quasi quasi aggiungo dei chili, tanto non controlleranno tutti no?” Se ognuno di noi portasse il proprio armadio, l’aereo non riuscirebbe a volare, sarebbe meglio prendere un sottomarino o un cargo container. L’importante è rispettare il peso, per seguire correttamente le norme di sicurezza. Se si avesse intenzione di fare molte compere durante il soggiorno sarebbe, sicuramente, meglio non arrivare al peso massimo consentito, lasciando un po’ di spazio per il ritorno. Molte persone, pensando di poter solamente pagare un sovrapprezzo, esagerano con bagagli che potrebbero sembrare visivamente delle “bombe ad orologeria”, soprattutto per il portafogli. Non stupiamoci dei controlli rigorosi, sono fatti a fin di bene, l’aereo è un mezzo sicuro e per essere tale deve essere tutelato sotto tutti gli aspetti.

Il contenuto del bagaglio a mano spesso lascia spiazzati, ma talvolta anche le sue misure ed il suo peso. I famosi 100 ml per i liquidi, sono per molti un tabù, in aeroporto le autorità sembrano far collezione di shampoo, bagnoschiuma, liquidi per lenti a contatto, lasciati dai passeggeri che nel loro bagaglio riescono a far stare i più svariati articoli da toeletta, come se in nessun’altra parte al mondo ci potesse essere un supermarket dove far rifornimento. Peso e misure sono importanti, soprattutto nelle compagnie low cost dove di solito viene richiesta una volumetria massima della valigia. “Come vi permettete di prendere le mie misure? Il peso poi, sono una signora!”… A volte è successo anche questo. Tutto nella realtà, anche se il desiderio sarebbe di vivere nella fantasia, in mezzo a questa situazione imbarazzante. Segno che l’informazione non sempre arriva a destinazione. I materiali infiammabili? Gli oggetti pericolosi? Molto spesso sottovalutati. Avete mai visto persone con oggetti somiglianti a missili passare davanti a voi mentre vi è stato negato di portare un misero ombrello? Può capitare, ci sono attrezzature sportive ammesse anche se a prima vista pericolose, mentre ci sono oggetti di uso quotidiano proibiti dagli inflessibili controllori della sicurezza nei voli. E’ importante quindi informarsi sempre prima della partenza, per evitare spiacevoli inconvenienti. Sostanze tossiche, infiammabili, oggetti pericolosi, appuntiti ecc. sono da eliminare, ma ogni compagnia ha richieste diverse, quindi anche il turista più esperto dovrebbe sempre prestare attenzione alle note su ogni prenotazione. Superfluo da dire? Da quello che spesso succede non si direbbe.

Ho portato una valigia di Louis Vuitton e ora, la trattate così? Abbiate rispetto!”. Non sarebbe meglio riservare marche e grandi firme per le borse di tutti i giorni e preferire la comodità nei viaggi, soprattutto se lunghi e con qualche scalo a rischio smarrimento? La bellezza dei bagagli riserviamola per il treno o il pullman, se proprio non piace rinunciare al fattore estetico.

Il metal detector? Arriviamo alla fase critica… Bip bip bip… “Ma cosa lo fa suonare? Ah già, le chiavi, ah già, le monete, ah già, la cintura…”. Le vaschette apposite andrebbero usate per raccogliere gli oggetti metallici, ma spesso le persone entusiaste e con la testa già in vacanza, si dimenticano della loro esistenza passando tranquillamente sotto i raggi X, per poi lamentarsi se le autorità aeroportuali le controllassero da capo a piedi. Ecco perché talvolta il malcapitato successivo, a breve distanza dal passeggero incauto, rischia di subire una perquisizione completa, rimanendo anche senza scarpe e perdendo molto tempo, solo perché qualcuno non aveva intenzione di togliere la cintura di Gucci per metterla nella vaschetta. Non volete posare gli oggetti? Un’altra soluzione c’è, lasciarli nel bagaglio a mano che passa sotto il rullo, almeno verranno controllati senza inconvenienti.

Una volta passata la difficoltà del metal detector o del nuovo “body scanner”, poco separa il viaggiatore dalla salita sul mitico aereo. Ma ci saranno ancora sorprese? Forse no, fino all’imbarco nessun problema, ci si rilassa sulle poltrone oppure al bar o in uno dei negozi.

Saliti sull’aeromobile, sembra una maratona a chi si accomoda per primo, senza badare al personale di bordo che si prepara all’accoglienza. Tutti i passeggeri sono in fervore, in attesa… Ma perché l’aereo ancora non parte? Ebbene sì, stiamo aspettando una persona che ha fatto il check-in ma poi si è persa tra altri inconvenienti tra il metal detector e il gate.

Solo quando le hostess chiudono i portabagagli sopra le nostre menti vaganti e iniziano a spiegare le dimostrazioni di sicurezza, possiamo finalmente dire di avercela fatta. Il rollio dei motori ci conferma che, dopo tutto, siamo pronti al decollo. Fino al nostro prossimo viaggio.

E….. DRIIIIN DRIIIIN….“Ops, chi mi chiama adesso al cellulare??? Insomma, io rispondo….”

SIAMO PROPRIO SICURI DI ESSERE PRONTI AL DECOLLO??? ……………………………………….

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