Vacanze tragicomiche…


C’è una categoria di persone che, durante le vacanze o durante un bel viaggio, vi ha fatto decisamente sorridere, se non ridere come se aveste visto una commedia delle più ridicole?

E’, soprattutto, all’estero dove si può assistere a scene al limite del surreale.

Insomma ma perchè… perchè prenotare una vacanza ai Caraibi, fare un volo intercontinentale di almeno dieci ore, scali compresi o meno, per stare chiusi in un villaggio per due intere settimane? Alla frase “Com’era allora Cuba? Le spiagge?” sentite rispondere “Ma, non male, le spiagge belle, bianche, il villaggio bello, immerso nel verde…”, per poi vedere le 250 foto della vacanza, tutte uguali e che raffigurano la stanza del villaggio, la hall (che alcuni indicano su FaceBook come la “holl”), il ristorante, la piscina, ovviamente il mare visto solo da lontano, come se ci fosse un binocolo per ammirarne lo scorcio. Del mare cristallino, delle città, dei particolari dell’isola, nessuna traccia. Sarebbe più divertente sfogliare un catalogo o un libro.

Ebbene sì, l’importante è dire agli amici e parenti di essere stati molto lontano, di aver visitato mete esotiche e famose, senza però averne assaporato ogni dettaglio. Molte volte chi fa queste vacanze non sa nemmeno da che parte del mondo si trovi e cosa si può visitare. Non sarebbe uguale andare in un villaggio turistico italiano, più vicino, senza troppe ore di aereo e senza troppi sforzi?

Negli ultimi anni, con l’avvento dei viaggi low cost e delle offerte last minute, il mondo è a portata di mano e viaggiare è diventato sempre più semplice. “Andiamo a Sharm quest’anno? Ho sentito che è molto bello e che fa caldo praticamente sempre!”. Per poi vedere gente che non sa nemmeno cosa sia la barriera corallina, non poter mettere piede in acqua perchè l’uso della maschera e del boccaglio è un tabù… Un mondo sottomarino pronto a essere esplorato, anche solo tramite barche di vetro, non è all’altezza delle aspettative. Anche lì si passano ore e ore al buffet dell’hotel, strafogandosi di dolci egiziani ipercalorici, per poter colmare la mancanza di esperienze nel bellissimo Mar Rosso. La cammellata nel deserto poi, ad agosto, non è il massimo della vita, se non si vuole fare la fine degli spaghetti mentre l’acqua continua a bollire… “L’escursione a Il Cairo? Perchè, si può andare? Ci sono le piramidi? Mai sentite…” Terrificante, ma vero. Forse la geografia a scuola andrebbe studiata meglio.

Che dire dell’altra tipologia di persone, che pur di andare all’estero, spendendo cifre ragionevoli, prenota in un villaggio internazionale, per poi lamentarsi del fatto che ci siano pochi italiani e il cibo non sia perfetto? Turchia, anno 2011: “Questo villaggio non è un granchè, sarà pure carino ma si mangia male. La pizza sarà anche decente, ma c’è troppa fila, la pasta è troppo cotta e poi la cucinano sempre nello stesso modo…”. Insomma, non siamo in Italia, falafel, kebab, gozleme (una specie di piadina che nell’impasto contiene anche patate o spinaci, buonissima) sono i piatti del posto, accompagnati da un sacco di altra carne, con verdure buonissime e fresche. La pasta si potrebbe anche dimenticare per un attimo no? O mangiare in quantità ridotte. Ma no, la vacanza è stata pagata e allora il cibo italiano deve essere onnipresente. Ma andare in vacanza in Italia? Forse non sarebbe stato meglio? Assurdo pensare che quando si è nella madrepatria, si prova la cucina cinese, thailandese, giapponese, libanese, indiana, turca, messicana, dicendo che è tutto ottimo. Forse a questi servirebbe l’esorcismo di Emily Rose…

“Il viaggio di nozze deve essere il più bello della vita, noi andiamo in America…” Dove esattamente, non è dato sapere. Al ritorno degli sposini, le foto parlano chiaro, ma i diretti interessati, spesso, glissano sull’argomento. Foto di negozi sontuosi, probabilmente di New York, ma della Statua della Libertà, dell’Empire State Building, del Rockfeller Center, nessun accenno. Il Gran Canyon, la Monument Valley, il Bryce Canyon… “Ma allora siete stati anche nei parchi dell’ovest?” e la risposta “Sì, dei parchi carini, ma non sappiamo se fossero all’ovest, poi all’ovest di cosa? Belli da visitare, ma troppo impegnativi, ci siamo fermati solo un attimo”. In compenso lo shopping sembra l’attività più frequente, accompagnato da foto di culturisti e bagnini, che sembrano appena usciti dal set di Baywatch, sulla spiaggia di Malibu, senza arte e senza emozioni. L’America, la tanto amata America, non è altro che un ammasso di muscoli e firme di alta moda. Forse un americano potrebbe sentirsi offeso…

Ancora Turchia, anno 2011 (forse il posto con la migliore “fauna umana senza una meta” vista finora)… In spiaggia tutto perfetto, il mare splendido e cristallino, non a caso il colore turchese prende il nome dalla costa turca, anche se freddo; siamo nella zona dell’Egeo vicino a Smirne, paesaggio mozzafiato e relax totale, a due passi però dalla cultura, con Efeso, Pergamo, le cascate pietrificate di Pamukkale ma… alle sei del mattino la gente si sveglia per mettere gli asciugamani sulle sdraio della piscina, per occupare il posto (questo perchè alla colazione delle sette, si nota dalla finestra che non ci sono più posti liberi, ma nessuno, nessuno, è sui lettini o sulle sdraio!). La spiaggia, invece, è deserta, sono tutti in piscina, a prendere il sole e a perdere subito l’abbronzatura nel cloro, perchè il mare può aspettare, è freddo e c’è poca gente. Maschera e boccaglio in piscina per esplorare il colore delle piastrelle, pranzo, ancora piscina e poi cena, magari però anche un aperitivo con il braccialetto dell’all inclusive, sono le attività della vacanza. Ma al ritorno, sul pullman che conduce all’aeroporto, senti esclamare “Che bello che è il mare qui, peccato non averlo visto. Forse potevamo fare almeno un’escursione, sai per vedere i resti di non so quale epoca!”. L’Idroscalo di Milano l’anno successivo attenderà un sacco di “turisti”!!!

La vacanza è un diritto inalienabile, le attività da svolgere anche e ridere sull’accaduto ancora meglio! Chi di noi non si è mai soffermato su questi pensieri, credendo di essere in mezzo a “Vacanze di Natale sul Nilo” anche se, spesso, si sentono commenti come se si stesse girando “Alive-Sopravvissuti”? Forse, però, i sopravvissuti non hanno capito di esserlo e l’anno dopo prenoteranno ancora in un posto stupendo pensando di poter trovare pizza, pasta, piscine enormi ad attenderli, in un punto sconosciuto del planisfero, che, però, fa ancora “vacanza esclusiva”. Armiamoci di pazienza, preparandoci ancora a sorridere di fronte a racconti di viaggi da sogno e soggiorni strampalati, di villaggi da sogno e città solo sentite ma mai viste se non dall’aereo, sperando che tutta questa comicità involontaria, che aiuta a superare lo shock del rientro dalle ferie, non sia, come il panda, in via di estinzione.

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